È disponibile Archeomatica 4-2012

Il numero 4 2012 è online

È finalmente online il quarto numero di Archeomatica del 2012, previsto per dicembre. Il ritardo questa volta non ci dispiace, poiché mi è stato possibile contribuire in prima persona: tra i vari argomenti trattati ho infatti proposto una dura riflessione sull’attuale momento di transizione che sta vivendo l’Archeologia, travolta dalla rivoluzione digitale che a mala pena riesce a gestire. L’intervento dal titolo L’Archeologia del futuro: visioni da un futuro trapassato cerca di immaginare cosa potrebbe essere il nostro mondo se coloro che ne fanno parte continueranno a subire l’ondata informatica senza avere le capacità di gestirla, di spendersi in prima persona: in gioco non c’è soltanto il futuro della ricerca, oramai sempre più ridotta con le pezze ai gomiti dopo la decisione “storica” di sospendere gli scavi in aree private (d’altronde si sa, noi archeologi non dormiamo la notte per quanto lavoro abbiamo!), ma anche quello della comunicazione e valorizzazione, lasciato in mano ad expertise digitali che con il nostro mondo non hanno nulla a che vedere, bravissimi a proporre soluzioni tecniche roboanti ma spesso poco inclini a creare asset che oltre la spettacolarizzazione possano avere il compito di educare, di fare cultura, di fare ricerca. Ciò che è peggio, questa mania di quantità di dati digitali prodotti in maniera sempre meno scientifica per mancanza di risorse e tempo sta portando ad una deriva metodologica: l’importante è fare, come e con quali competenze non è più il focus dell’azione. Si sa, l’Italia è il Paese dove la meritocrazia vale poco o nulla e in un periodo di crisi economica perdurante i Beni Culturali sono sfruttati per riciclarsi in un ambito dove tutti si arricchiscono tranne gli archeologi. Importa il risultato, importa far vedere di essere moderni, importa stupire, importa far finta di essere all’avanguardia: non importa cosa ci si può fare con le nuove tecnologie, non importa che valore hanno quei dati, non importa come ragionare sui temi dell’open data e dell’open format. Tra 20 anni, chi ci avrà rimesso secondo voi? So che molti non saranno d’accordo con me, che parleranno male di quanto ho scritto, che hanno una visione affatto diversa dalla mia: è giusto così, si costruisce confrontandosi e non certo con il pensiero unico. Ma lasciate che possa esprimere l’amarezza di chi, a 31 anni con un dottorato alle spalle, 4 corsi di specializzazione al CNR, alla SNS, a FBK, al CINECA, Master e certificazioni internazionali non vede uno straccio di futuro che non sia quello di una meritocrazia messa sotto i piedi del “vanno avanti i soliti noti”. C’è amarezza, percepibile nel volto e nelle parole di tanti miei coetanei che vedono la forza della gioventù tarpata da un sistema ingessato, che funziona sempre uguale, che si vuole cambiare affinché nulla cambi, all’interno del quale non si sa come accedere perché è innegabile che sia un mondo dove se non sei “amico” meglio cambiare mestiere.

Vi ricordo che Archeomatica può essere acquistata in formato cartaceo abbonandosi per un anno al prezzo promozionale attuale di €20. Rimane la possibilità di leggere online gli articoli al seguente indirizzo: http://issuu.com/geomedia/docs/archeomatica_4_2012_1/2; e presto i PDF saranno disponibili sul sistema OJS. In questo numero:

Editoriale 

– C’era una volta SBN, di Francesca Salvemini

Documentazione

– Utenti e visitatori dalla banca dati digitale al museo interattivo, Valorizzazione, ricerca e sviluppo di tecnologie digitali per la Protostoria egea e cipriota, di Luca Bombardieri, Anna Margherita Jasink

Rivelazioni

– La tecnologia a neutralizzazione di carica per la deumidificazione delle murature soggette a risalita capillare, di Davide Mauri

Musei

– Multimedialità e scultura digitale fanno rivivere l’Athena Nike, a cura della Redazione

Intervista

– Intervista a Laura Tassinari, direttore generale FILAS, a cura della Redazione

Documentazione

L’Archeologia del futuro: visioni da un futuro trapassato, di Simone Gianolio

– Morfometria Geometrica non invasiva su semi archeologici di vite per risalire all’origine di antiche varietà antropiche, di Claudio Milanesi, Lorenzo Costantini, Frnacesca Antonucci, Paolo Menesatti, Corrado Costa, Claudia Faleri, Andrea Sorbi, Rita Vignani, Mauro Cresti

Guest Paper

– Complementary techniques for pigment analysis from the festival hall of Thutmosis III, the Karnak temples complex (Luxor, Egypt), by Hussein H, Marey Mahmoud

– Some aspects of the research in the Laboratory of the Musée de la Musique, Paris Cité de la Musique, by Stéphane Vaiedelich

Scheda Tecnica

– D&RAlab: indagini non invasive per tutti, applicate alla vita di tutti i giorni

E inoltre le Rubriche di Archeomatica:

Agorà – notizie dalle tecnologie per i beni culturali

Aziende e Prodotti – soluzioni allo stato dell’arte

Eventi – Agenda degli eventi del settore

Social – Archeomatica su Facebook